Manipolazione dei figli nelle separazioni: l’importanza della tutela dell’interesse dei minori

 

Le separazioni sono fasi molto delicate per le famiglie, specialmente per i figli coinvolti. Purtroppo, non è raro che uno dei genitori, affidatario prevalente dei figli, cerchi di influenzarli negativamente nei confronti dell’altro genitore. Questo comportamento, finalizzato a screditare l’ex partner e privarlo dell’affetto dei propri figli, può avere gravi conseguenze legali a causa del danno psicologico inflitto ai minori.

La Cassazione più volte ha affrontato la questione della manipolazione dei figli nelle separazioni e ha delineato diverse possibili sanzioni che un giudice può adottare in tali casi. Le sanzioni variano a seconda della gravità della condotta e possono includere un semplice ammonimento verbale, il risarcimento dei danni causati ai minori nel loro diritto alla bigenitorialità, il risarcimento dei danni in favore del genitore escluso dalla vita dei figli, una sanzione amministrativa pecuniaria e, nei casi più gravi, la perdita del collocamento o dell’affidamento stesso.

Tuttavia, il giudice deve sempre valutare l’interesse superiore del minore. Anche di fronte a una condotta grave da parte di uno dei genitori, se risulta che il figlio non ha un rapporto sereno con l’altro genitore il giudice potrebbe trovarsi in difficoltà nel revocare la collocazione o l’affidamento, poiché ciò potrebbe comportare un ulteriore danno emotivo per il minore.

L’interesse prevalente dei minori è il principio fondamentale che guida le decisioni riguardanti l’affido durante le separazioni. In un caso recente, ad esempio, la Corte di Appello di Bari ha deciso di mantenere i figli con il padre, nonostante il coinvolgimento dei bambini nella disputa personale contro la madre dopo la separazione. I giudici hanno ritenuto che fosse nell’interesse dei bambini continuare a vivere con il padre poiché egli si era rivelato essere il loro punto di riferimento principale e i bambini stessi avevano espresso il desiderio di rimanere con lui.

La decisione del giudice in materia di affido può essere influenzata da diverse variabili, tra cui la consulenza tecnica d’ufficio (CTU). Anche se non è sempre possibile somministrare test di valutazione, i consulenti tecnici possono svolgere un ruolo importante nel fornire una valutazione obiettiva della situazione familiare e delle esigenze dei minori.

Inoltre, è importante sottolineare che il giudice, entro certi limiti, ha il dovere di ascoltare i minori durante il processo decisionale; anche i bambini più giovani possono essere ascoltati se ritenuti capaci di discernimento, e questa pratica è fondamentale per garantire che le decisioni riguardanti l’affido siano prese tenendo conto delle esigenze e dei desideri dei minori.